Specie A-Z e gruppi colturali: orientarsi nel catalogo all'ingrosso
Nel catalogo all'ingrosso convivono due percorsi di ricerca: l'indice Specie A–Z e la navigazione per gruppi colturali come ortaggi, fiori, aromatiche e microgreens. Questa panoramica aiuta i rivenditori a capire quale percorso scegliere in base al tipo di ricerca, senza sostituire i dati della singola scheda.
Che cosa rappresenta l'indice Specie A–Z
L'indice botanico elenca le voci in ordine alfabetico ed è organizzato per nome scientifico della specie. Nel catalogo delle aromatiche conta 90 voci, mentre per i fiori le specie elencate sono 580 e per gli ortaggi 63. Accanto a ogni voce compare il numero di varietà disponibili, per esempio Agastache aurantiaca con 2 varietà o Achillea millefolium con 8 varietà. L'indice serve quindi a chi parte da un nome botanico già noto e vuole verificare in fretta se la specie esiste e quante selezioni contiene.
Che cosa distingue la navigazione per gruppi colturali
I gruppi colturali raggruppano le specie per destinazione d'uso del catalogo: ortaggi, fiori annuali, biennali e perenni, aromatiche, piante officinali, microgreens e germogli. All'interno di un gruppo compaiono sottogruppi più specifici, come basilico, timo, origano o lattuga e insalate. Questo percorso è utile quando il rivenditore ragiona per reparto o per assortimento e non ha ancora un nome botanico in mente. Il gruppo indica anche il contesto in cui la specie è collocata nel catalogo.
Quando conviene partire dall'indice A–Z
L'indice è il percorso più diretto quando si dispone già di un nome di specie, per esempio perché un cliente lo ha richiesto o perché compare in una lista di acquisto. Consente di evitare di attraversare più livelli di gruppi e di arrivare subito all'elenco delle varietà. È anche utile per controllare se un genere è presente in più gruppi o se esistono specie meno comuni accanto a quelle note, come avviene tra le aromatiche particolari. Prima di procedere, conviene comunque verificare che il nome corrisponda all'identità botanica riportata nella scheda.
Quando conviene partire dai gruppi colturali
La navigazione per gruppi è più adatta quando si costruisce un assortimento o si confrontano categorie. Un garden center che vuole bilanciare ortaggi, fiori e aromatiche può esplorare ogni gruppo e vedere quali sottogruppi contengono specie. Serve anche quando si cercano categorie trasversali, come i microgreens, che raccolgono riferimenti di generi diversi come Amaranthus, Beta, Brassica, Eruca, Rumex, Foeniculum e Tropaeolum. In questi casi il nome botanico non è il punto di partenza, ma il risultato della navigazione.
Come si combinano i due percorsi
I due percorsi non sono alternativi in modo rigido. Una ricerca può iniziare dal gruppo per capire il contesto e poi passare all'indice per controllare quante varietà esistono di una specie. Oppure può partire dal nome di specie per individuare la scheda corretta e risalire al gruppo in cui è inserita. In entrambi i casi il riferimento finale resta la singola scheda della specie o della cultivar, dove si trovano codice, varietà e unità di misura applicabili.
L'importanza del nome botanico nella ricerca
Il catalogo distingue il nome botanico dalle denominazioni commerciali o dalle selezioni. Nelle aromatiche, per esempio, il timo è classificato sotto Thymus vulgaris con 6 varietà, mentre termini come Summerthyme, Winter thyme ed English Winter distinguono le selezioni e non definiscono un calendario di semina. Allo stesso modo il rosmarino compare come Rosmarinus officinalis, sinonimo del nome accettato Salvia rosmarinus: i due nomi descrivono la stessa identità botanica e non assortimenti distinti. Chi cerca tramite indice deve quindi tenere conto di questi sinonimi.
Errori frequenti nell'uso dei due percorsi
Un primo errore è fermarsi al nome del gruppo e considerarlo sufficiente per la richiesta: nelle microgreens la categoria descrive l'organizzazione del catalogo e non attesta l'idoneità di un lotto a un uso specifico. Un secondo errore è confondere il numero di specie con il numero di varietà, che sono conteggi diversi. Un terzo errore è trattare una selezione da seme come un clone vegetativo solo perché condivide il nome comune della specie. Infine, il prezzo a peso non equivale al prezzo per numero di semi: l'unità va letta nella scheda.
Come preparare la richiesta dopo la ricerca
Qualunque sia il percorso scelto, al momento della richiesta all'ingrosso conviene indicare codice, varietà e quantità per ogni riferimento, specificando se la quantità è espressa a peso o a numero di semi. La confezione, la quantità disponibile e il prezzo finale vengono verificati nel preventivo. Indicare la destinazione e le esigenze di confezionamento già nella richiesta aiuta a ridurre i chiarimenti successivi. La consultazione del catalogo resta quindi il primo passo, mentre la richiesta e il preventivo sono fasi distinte.
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